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"Il Buon americano" in Italia - Gazzetta delle Botteghe

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"Il Buon americano" in Italia (1° episodio).


In una piccola zona del Mississippi, negli Stati Uniti d'America, nasce Ethan, un bambino che, già dal nome, sembrava destinato a diventare qualcuno di speciale.
Ethan era molto tranquillo e non dava alcun problema ai suoi genitori. Dormiva, mangiava e, dopo un bel ruttino, tornava serenamente ai suoi dolci sonni.
Nel frattempo cresceva e aiutava il padre nella falegnameria, una piccola attività che, purtroppo, rendeva molto poco, perché quella zona era povera e i cittadini avevano davvero pochi dollari da spendere.
Un giorno sorprese il padre mentre osservava un sito molto interessante. Il padre non voleva che lui lo vedesse, ma, distratto com'era stato, Ethan non impiegò molto a ritrovare quel dominio e a navigare su quel sito.
Il sito si chiamava Gazzetta delle Botteghe.
Non era il solito portale che tutti conoscevano. Era un luogo dove artigiani, aziende e botteghe potevano raccontare la propria storia, condividere riflessioni ed esperienze. Inoltre parlava anche di collaborazioni con lavoratori, imprese e bottegai americani. Un'idea davvero originale.
Ethan ne rimase affascinato. Studiò ogni pagina con attenzione e decise che, un giorno, sarebbe arrivato in Italia per cercare fortuna.
Passarono gli anni e, raggiunta la maggiore età, prese una decisione difficile: partire.
Con grande dispiacere disse ai suoi genitori:
«Non temete. Presto tornerò e vi porterò con me in Italia.»
La madre, con le lacrime agli occhi, gli rispose:
«Ethan, figlio mio, ti prego... non partire proprio adesso.»
«Ti capisco, mamma», rispose lui, «ma ho deciso. Tra una settimana partirò. Sono sicuro che troverò fortuna.»
Il padre gli sorrise.
«Sono certo che ce la farai. Sei il figlio di un vecchio mastro falegname e ti ho insegnato tutto quello che potevo. Adesso dovrai metterci del tuo, perché nessuno costruisce il proprio futuro senza impegno. Ricorda sempre una cosa: niente panico e rifletti bene prima di prendere qualsiasi decisione.»
Arrivò quel maledetto giorno. Almeno così lo vissero i suoi genitori, che videro il figlio allontanarsi lentamente.
Ethan non si voltò più a salutarli. Non voleva far capire che anche lui stava piangendo.
Il padre e la madre gli diedero quel poco che possedevano: qualche soldo e un po' di cibo. Ethan sapeva che avrebbe dovuto trovare un lavoro al più presto.
La madre, però, aveva tanti dubbi nel cuore. Non disse nulla, nemmeno al marito. Si sentiva debole e aveva una strana sensazione che non riusciva a spiegare.
Finalmente Ethan mise piede in Italia.
Non si fermò nella prima città che incontrò. Voleva raggiungere il luogo dove era nato quel portale, Gazzetta delle Botteghe.
Così arrivò in Abruzzo e si accorse ben presto di essere rimasto senza soldi.
Non aveva più nulla nelle tasche, ma non si perse d'animo.
Raccolse piccoli pezzi di legno e si fermò a San Giovanni Teatino, un luogo tranquillo dal quale poteva ammirare le montagne che tante volte aveva visto sul web.
Tra i tanti spazi verdi trovò facilmente il materiale necessario per realizzare ciò che aveva in mente.
Per guadagnare qualche euro iniziò a costruire soprammobili, piccoli giochi e tanti altri oggetti in legno.
I passanti si fermavano incuriositi a osservare quel giovane ragazzo all'opera. Restavano meravigliati nel vedere con quanta abilità sapesse usare gli attrezzi professionali che aveva portato con sé dall'America.
In pochi giorni iniziarono ad arrivare richieste sempre più particolari. Il passaparola fece il resto.
Ben presto tutti volevano un oggetto realizzato da Ethan, qualcosa di unico, costruito a mano, come ormai poche persone avevano ancora voglia di fare.
Un giorno passò di lì un vecchio signore dall'aria burbera. Si fermò proprio mentre Ethan stava sistemando tutto per andare via.
«Dimmi la verità», gli disse. «Hai davvero costruito tu tutte queste opere oppure sei uno di quei falsi artigiani che si prendono meriti non loro? Sei troppo giovane per conoscere tutte queste tecniche.»
Ethan lo guardò e si mise a sorridere.
Tirò nuovamente fuori i suoi attrezzi e, davanti agli occhi del vecchio, scolpì un magnifico paesaggio di montagna, con il cielo e il sole.
Il vecchio rimase senza parole.
Allora Ethan disse con calma:
«Caro signore, impari a non giudicare una persona senza conoscerla. Tenga questo. Lo porti a casa: forse le ricorderà qualcosa di importante.»
Gli consegnò l'opera e se ne andò.
Il vecchio rimase immobile.
Non disse una parola. Pensò soltanto:
«Un ragazzo così giovane oggi mi ha insegnato una grande lezione. Spero davvero di rivederlo.»
Quel signore si chiamava Ugo.
Decise di fermarsi ancora qualche giorno nei dintorni del paese del Chietino, anche se la sua casa era piuttosto lontana.
Abitava a Castel del Monte, antico borgo fortificato, un tempo capitale della transumanza, in provincia dell'Aquila.
La mattina seguente si alzò presto, ringraziò l'amico che lo aveva ospitato per la notte e tornò in piazza nella speranza di incontrare di nuovo quel giovane artigiano.
Mentre camminava lo vide seduto in un bar del centro, un locale molto bello, con due ingressi.
Ethan era a tavola insieme ad altri ragazzi. In poco tempo si era creato un gruppo di amici e, ogni volta che riusciva a guadagnare qualcosa, cercava di aiutare alcuni giovani che vivevano per strada.
Ugo osservava la scena con attenzione.
Vide gli altri mangiare, mentre Ethan restava quasi sempre a guardarli, felice semplicemente di aver offerto loro un pasto.
Quando il gruppo uscì dal locale, Ugo entrò nel bar.
Ordinò un caffè e chiese al barista informazioni su quel ragazzo.
Rimase molto sorpreso quando si sentì rispondere:
«Ma lei... sta parlando del "buon americano"?»
Continua...


Questo racconto fa parte del mondo della Gazzetta delle Botteghe, un progetto dedicato all'artigianato italiano, alle tradizioni e alle persone che, con il loro lavoro, rendono unico il nostro Paese.
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